Memoria (personale ma affatto individuale - individualista) sul "Bollettino"
Costò carcere a molti compagni-e, e tra i suoi redattori e compagni-e vi furono anche persone che morirono in incidenti stradali successivi a colloqui in carcere. Questa sorte mi fu risparmiata miracolosamente dal caso nell'agosto 1991, tornando da Opera il pneumatico anteriore sinistro tubeless della mia auto nuova e con tagliando appena fatto da 2 settimane, esplose senza spiegazione plausibile nemmeno per la polizia stradale. L'auto, appena pagato il posteggio dal leasing, fu rottamata senza che potessi recuperarla.
Nel 1985, questa rivista veniva allegramente fatta sparire anche dal GI Mastelloni di Venezia. Una sentenza del Tribunale della Libertà me ne concesse il possesso, mentre ero in carcere a Venezia, solo perché potei fare ricorso in quanto erano spedite per raccomandata. Quelle spedite normalmente erano "desaparecidos". Non c'era ancora il controllo mentale e il potere giudiziario dei "36" utilizzava ancora i metodi più pratici già sperimentati da Giordano Bruno ed altri, dell'isolamento più assoluto.
Ho partecipato ai primi momenti collettivi nei quali il Coordinamento si portò più ampiamente nel movimento (Palazzina Liberty, giugno 1981, convegno tortura Padova, 1982). Dal 1982 al 1986 ho partecipato e fatto galera per la militanza nel Coordinamento e nel Coordinamento regionale Veneto-Friuli.
Con me ed altri-e compagni-e abbiamo collaborato alla redazione del Bollettino e al libro Il proletariato non si è pentito, sino a quando abbiamo passato la redazione locale del Bollettino a compagni più giovani. Per esempio, fui tra coloro che insistettero ed ottennero la pubblicazione della Autointervista (Gallinari-Coi-Seghetti-Piccioni). Ma fui anche d'accordo sull'effettuare riunioni in altre città, e sul proporre fogli militanti periodici, in un'epoca in cui partecipare al Bollettino significava farsi galera, anche per le chiacchiere alle spalle di chi ci dava dei 'brigatisti' per ciò solo. Altra repressione, ed altri fiaschi della controrivoluzione.
Ho diffuso e contribuito al Bollettino sia da libero che da prigioniero, sino al 2002, in carcere nel 1995 ho contribuito ad una nuova lista di prigionieri, su richiesta dell'ASP, che all'epoca ne era intestataria (del Bollettino), basandomi, come nel caso del Contributo (numero speciale monografico Contributo per una storia documentale delle BR, reperibile in altro link di questa sezione MEMORIA STORICA), su documenti e ricostruzioni di altri prigionieri che avevano appartenuto alle BR. Il Contributo e la lista furono fatti girare in sezione prima di mandarli.
Tuttavia va detto che dal 1994 i compagni che ebbi più vicini, a parte al processo, furono i compagni maoisti, forse perché negli anni di libertà precedenti, quantomeno in una importante lotta di massa (il movimento degli studenti universitari del 1990), avevo lottato assieme ad uno studente maoista del Sud del mondo, venuto a Venezia a continuare la lotta. In quel primo periodo di quarta carcerazione, Il Bollettino si fece perdere l'occasione di dare risalto alle modalità della provocazione dello Stato attorno agli arresti dell'ottobre-novembre 1993, che sputtanai pubblicamente alla prima occasione (udienza preliminare, 31-3-1994). Per tutto quel processo, a parte la conclusione, Il Bollettino mi mancò. Negli anni successivi fu presente e fu uno strumento di resistenza e di controinformazione e dibattito politico ed ideologico. Anche se a molti non piace il "dibattito".
Nel novembre 2001 ho criticato aspramente la svolta netta tattico-parlamentarista del nPci e il suo accodarsi del Bollettino, e per solidarietà ai prigionieri del PCEr-GRAPO, come loro, ho dato le dimissioni dalla Piattaforma 19 giugno che avevo contribuito a fondare (uscita che non fece Marco Camenisch). Qui i numeri dal 1 al 68. Quelli successivi, e gli ultimi di questi, sono già molto lontani dalla impostazione precedente. In particolare per documenti apocrifi della LOD, spacciati per lotte del PCP e di prigionieri del PCP. Per quanto riguarda il PCP, in Italia l'unica realtà che ha dato SEMPRE solidarietà e pubblicato documenti coerenti ed originali del PCP è stata Agit Prop (tra i fondatori del MRI), poi Rossoperaio, oggi Proletari comunisti. Questi compagni hanno anche pubblicato mie traduzioni sul Perù. Il lavoro di traduzione di documenti delle lotte e guerre popolari del Sud del mondo, autentiche avanguardie della RPM, è stato continuativamente rispettato da questi compagni. L'ASP ne aveva promesso la realizzazione di dossier, sin dal 1998-1999, ma non se ne fece nulla.
Dal maggio 2002 sono torturato tecnologicamente. Controllato ed interferito sin dal 1996, dopo una operazione chirurgica, senza che ne sapessi nulla. Il Bollettino riportò nel dicembre 2002 solo una parte del comunicato n.3. In seguito seppi da una compagna dell'ASP che si discusse di fare un numero intero su questo trattamento, ma non ne fecero nulla. Per me la questione è chiusa comunque dal 2001-2002 (con questa "gestione").
Paolo Dorigo, militante comunista maoista, 9-7-2007
(per la pagina Memoria storica)
n.b. nella riproduzione in pdf vi sono annotazioni non volute per questa riproduzione. Se dei compagni avessero miracolosamente qualche vecchia copia messa meglio possono inviarmela e la utilizzerò. Altre piccolissime errate corrige sono state fatte al tempo da me su miei testi in cui un-una redattore-redattrice spesso e volentieri applicava piccole modifiche certamente dovute a disattenzione od eccessiva velocità. Nel 2002 la cosa (dopo il documento Alcune riflessioni necessarie) divenne cronica...